Un progetto di potenziamento dell’Istituto Comprensivo Statale Vittorio Veneto 1 “Lorenzo Da Ponte”, a cura dell’insegnante Augusta Marcolin
C’è un momento, una volta alla settimana, in cui i bambini e le bambine di cinque anni delle scuole dell’infanzia dell’Istituto “Lorenzo Da Ponte” si siedono in cerchio. Non è un cerchio qualunque: è uno spazio democratico, dove ogni voce ha lo stesso peso, dove si impara ad ascoltare prima ancora che a parlare. È il cuore del progetto “Il Cerchio delle Emozioni: il viaggio di Gaia nelle emozioni”, un percorso di educazione emotiva pensato per accompagnare i più piccoli alla scoperta di se stessi e degli altri.
Perché parlare di emozioni a scuola
La scuola dell’infanzia è, prima di ogni apprendimento formale, il luogo in cui il bambino costruisce la propria storia personale e sperimenta le prime relazioni. È proprio attraverso le emozioni, quelle che prova, quelle che osserva negli altri, quelle che ancora non sa nominare, che affronta le sue prime piccole sfide quotidiane.
Il progetto si ispira al pensiero di Daniel Goleman sull’intelligenza emotiva: un bambino guidato ed educato dal punto di vista emotivo impara a esprimersi in ogni situazione, a dichiarare pensieri e opinioni, e costruisce relazioni più solide e durature con adulti e compagni. Da questa idea nasce l’intera proposta didattica, che punta a intrecciare crescita emotiva, competenze sociali e sviluppo cognitivo.
Il viaggio di Gaia come bussola
Filo conduttore del percorso è il libro “Il viaggio di Gaia nelle emozioni” di V. Colucci, A. Cinetto e D. Lucangeli. Attraverso le vicende di Gaia, i bambini incontrano le quattro emozioni fondamentali, gioia, tristezza, paura e rabbia, e imparano a riconoscerle non come “cose da controllare”, ma come una vera e propria bussola interna che aiuta a orientarsi e a dare senso a ciò che accade.
Ogni emozione viene esplorata con parole semplici e potenti. La tristezza, ad esempio, viene presentata come l’emozione che permette di dare il giusto peso a un evento spiacevole e di prendersi il tempo per elaborarlo. La paura viene raccontata come un sistema difensivo naturale, quello dell’attacco o della fuga. La rabbia trova la sua funzione nel bisogno di difendersi da un torto subito o percepito. E la gioia, la più luminosa, arriva “come una scintilla che illumina tutto il corpo” ed è ancora più grande quando può essere condivisa con qualcuno.
Le parole dei bambini
La parte più autentica del progetto è forse la raccolta dei pensieri emersi durante i circle time, trascritti fedelmente dagli insegnanti. Sono frasi semplici, a volte inaspettate, che raccontano il mondo interiore dei bambini con una lucidità disarmante: c’è chi si arrabbia quando perde una partita ma poi “si calma e la ritrova”, chi ha paura del buio o dei temporali, chi è felice semplicemente perché la mamma lo abbraccia quando lo viene a prendere a scuola.
Queste testimonianze non sono solo un ricordo prezioso da conservare: diventano materiale didattico vivo, alla base della costruzione di un vero e proprio “libro delle emozioni” realizzato dai bambini stessi.
Come funziona il percorso
Il progetto coinvolge tutte le scuole dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo, ruotando tra i diversi plessi (“A. Pazienza”, “G. Rodari”, “C. Collodi”, “S. Zavrel”, “L. Lionni”) nell’arco dell’intero anno scolastico 2025/2026. Ogni gruppo di bambini di cinque anni incontra l’insegnante di potenziamento una volta alla settimana, per un ciclo di circa sei incontri consecutivi, tra palestra, sezione, biblioteca e laboratori artistici.
Le attività alternano più linguaggi:
- Circle time, per rielaborare insieme esperienze e vissuti
- Giochi motori, per esplorare le emozioni attraverso il corpo
- Lettura condivisa della storia di Gaia
- Attività manipolative e creative: disegno, gioco simbolico, gioco di ruolo
- Momenti metacognitivi, per riflettere su ciò che si è provato e imparato
Non solo emozioni: competenze per la vita
Dietro l’apparente semplicità del gioco in cerchio si nasconde un lavoro pedagogico articolato, che tocca tutti i campi di esperienza previsti dalle Indicazioni Nazionali: il sé e l’altro, il corpo e il movimento, i discorsi e le parole, immagini suoni e colori. Le life skills messe in gioco sono quelle che accompagneranno i bambini ben oltre la scuola dell’infanzia: comunicazione efficace, empatia, gestione dei conflitti, pensiero critico e creativo.
Come ricorda Daniela Lucangeli, una delle voci scientifiche di riferimento del progetto: se un bambino impara con gioia, quella gioia resta impressa nella memoria insieme alla lezione stessa, come un piccolo segnale interiore che dice “ti fa bene, continua a cercare”.
Un cerchio che continua a crescere
Il progetto “Il Cerchio delle Emozioni” dimostra come la scuola dell’infanzia possa essere, prima di tutto, un luogo di ascolto. Dare ai bambini uno spazio protetto in cui nominare ciò che provano, senza giudizio, con il tempo necessario, significa gettare le basi per adulti capaci di riconoscere e gestire le proprie emozioni, e di costruire relazioni autentiche con chi li circonda.
E forse, alla fine, la lezione più grande di questo viaggio non è tanto conoscere Gaia, quanto scoprire che ogni bambino, seduto in quel cerchio, ha già dentro di sé tutte le risposte che sta cercando.
Istituto comprensivo statale Vittorio Veneto 1 «Lorenzo Da Ponte» Progetto di potenziamento scuola dell’infanzia a. s. 2025-2026 programmazione 2025 2026
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